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ATTENZIONE: Rai 1 a fine Giugno cambia frequenza… PDF Stampa E-mail
Giovedì 18 Giugno 2009 19:42

Tra il 22 e il 30 giugno del 2009 verrà effettuata lo spostamento della frequenza del ripetitore di RAI UNO (canale G frequenza 201.25 analogico per la zona di Milano).
Una legge europea impone la cosiddetta ricanalizzazione della banda analogica III Vhf utilizzata per il segnale di alcuni canali, come RAI UNO.
In pratica, quelli che attualmente sono i canali E, F e G della banda Vhf III saranno spostati di circa 2 MHz di frequenza in modo da farli coincidere con la canalizzazione europea.

Cosa capiterà a casa degli utenti di Milano e Provincia?
Per il trasmettitore di Milano canale G la ricanalizzazione avverrà il 30 giugno 2009
Sarà necessario regolare la sintonia di RAI UNO sul televisore di casa, ricercando il canale 09 (frequenza 203,25) per gli utenti attualmente serviti dal canale G.
Negli impianti centralizzati a moduli più recenti sarà sufficiente una taratura del filtro in frequenza, mentre negli impianti più obsoleti andrà sostituito il filtro.
 
Telereporter: accordo per la cassa integrazione PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Maggio 2009 20:43
Nella nota Tv lombarda, dove la proprietà aveva prospettato una serie di licenziamenti (come avevamo scritto nella nostra newsletter), è stato raggiunto un accordo per applicare la "cassa integrazione in deroga".

Vediamo la notizia dal sito di Franco Abruzzo www.francoabruzzo.it:

«Tempesta nella redazione di Telereporter e di Telecampione, due testate Tv regionali conosciute e seguite, ma in crisi di pubblicità. L’azienda, con un accordo stipulato questa mattina (4 maggio; Ndr.) con Cgil-Cisl-Uil, ha messo in "cassa integrazione in deroga" 12 redattori (su 23), mentre ha annunciato che non rinnoverà il contratto ad altri 10 giornalisti assunti a termine. Anche 12 impiegati e tecnici sono stati posti in "cassa integrazione in deroga". 
Dalle trattative è stata esclusa la "Lombarda" (rappresentata dal presidente, Giovanni Negri) su richiesta di Cgil-Cisl-Uil. Nell'azienda viene applicato il contratto Frt, che è sottoscritto dalla "triplice". I giornalisti hanno rinunciato ad eleggere un loro Cdr; poi, in prossimità delle trattative, hanno chiesto, con un voto assembleare, la presenza della "Lombarda", ma ormai era troppo tardi. Purtroppo. Negri ha protestato con Cgil/Cisl/Uil e ha chiesto un passo della segreteria nazionale della Fnsi sulle tre Confederazioni».
Fonte: millecanali
 
Canale Italia e il nuovo palinsesto: L'obiettivo è fare concorrenza a La7 PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Aprile 2009 21:09
Presentato ieri al Circolo della Stampa di Milano il nuovo Canale Italia, il network televisivo nazionale nato dall’intraprendenza dell’imprenditore padovano Lucio Garbo. Gli obiettivi non sono ancora dichiarati, ma l’emittente “ristrutturata” vuole fare concorrenza a La7. 
La sala è affollata, sembra di stare a una riunione di reduci di una Mediaset d’annata. Nello showreel proiettato su grande schermo, scorrono le immagini di volti noti, molti dei quali si confondono tra la folla. Ci sono Susanna Messaggio, Enrico Beruschi, Pino Campagna, Marco Predolin, Franco Oppini e tanti tanti altri. 
Fa effetto che un canale privato in questo momento di crisi della pubblicità viva di un rilancio così forte. «Abbiamo una rete di oltre 360 canali in analogico», dichiara a Libero Lucio Garbo, «usciamo sul canale 883 di Sky e presto saremo sulla piattaforma digitale. Lo so, sembra folle che proprio di questi tempi si cerchi di realizzare un progetto così, ma noi vogliamo contribuire alla ripresa economica del Paese. Il nostro target», continua Garbo, «sono le famiglie, le donne, i giovani-adulti. È come se in un’unica rete si concentrasse il grande pubblico di Canale 5, Retequattro, Italiauno. Dal punto di vista commerciale vogliamo dare impulso agli oltre 2 milioni di aziende italiane che ancora non hanno avuto accesso alla platea televisiva». 
È stata costituita una società apposita per la raccolta pubblicitaria guidata da Valter Zicolillo, responsabile commerciale del netrwork radiofonico RTL 102.5, ed ex-uomo Publitalia. Zicolillo è già sul piede di guerra, in poche settimane ha raccolto oltre 220 milioni di euro e i centri-media stanno ricevendo fortissime sollecitazioni su questo nuovo soggetto televisivo. Il palinsesto nuovo parte a settembre. Marco Predoline Charlie Gnocchi, quest’ultimo inviato di “Striscia la Notizia” e brillante conduttore di RTL 102.5, conducono “CFactor”, una presa in giro di tutti i format della tv generalista, da “La Corrida” a “XFactor”. «Abbiamo registrato due puntate zero», ci dice Gnocchi, «la prima potrebbe già andare in onda tra poco. Da lì capiremo...». 
Tra i big della nuova televisione, Vittorio Sgarbi che sarà un po’ l’ideologo della rete. Pino Campagna (ricordate il tormentone: sei connesso?) e 4 attori di “Zelig” portano la loro travolgente comicità . Marta Flavi torna a condurre “Agenzia matrimoniale”, Jò Squillo terrà un programma di musica e moda. Susanna Messaggio sarà in video con benessere e salute. Si parla con insistenza di trattative in corso con Paolo Limiti che porterebbe su Canale Italia 14 puntate del suo programma classico che la Rai inspiegabilmente non gli ha più consentito di fare. Vedremo Rosita Celentano, Enrico Beruschi, Franco Oppini, Memo Remigi. Ciccio Graziani è il volto del calcio ma si prevedono mosse a sorpresa per l’annata che ci porta ai Mondiali del Sudafrica del 2010. 
Paolo Brosio terrà una serie sui Santi, mentre continuerà ad andare in onda “Tappeto volante” con Luciano Rispoli, coadiuvato dal piano di Rita Forte. E ancora, vedremo Max Novaresi, già “Striscia la Notizia” e “Paperissima” e Marco Bellavia, già conduttore di “Bim Bum Bam” e “Love Me Licia” e la nota astrologa Sirio.Sono previsti programmi per i bambini, film blockbuster e una serie di rubriche. La tv ha un nuovo soggetto dal sapore deja-vu. Potrebbe diventare un nuovo modello di sperimentazione generalista.
Fonte: Libero
 
TiMedia si arrende e vende PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Dicembre 2008 21:18
Nella galassia Telecom Italia c’è un piccolo pianeta in trepidazione per il proprio futuro. Si tratta di TiMedia, nella cui orbita gravano, tra l’altro, i due canali generalisti Mtv e La7. Perché tanta trepidazione? Beh, le notizie che giungono dai padroni della galassia non sono certo rassicuranti. In un sistema televisivo che si appresta al grande salto nel digitale terrestre, che affila le armi per la guerra dei bouquet e nel quale la differenza la faranno i costosi contenuti, TiMedia ha deciso infatti di arrendersi. Prima ha venduto alla famiglia Wallenberg, la più influente in Svezia, tutta CartaPiù. Un accordo che prevede la cessione (per 16,6 milioni) delle attività pay per view del digitale terrestre ad Airplus Tv. Dopodiché, nel primo trimestre del 2009, metterà all’asta (competitiva) il digitale terrestre de La7. E per il digitale Mtv si sarebbero già fatti avanti emissari del Gruppo de Agostini. TiMedia – con 25 giornalisti sull’orlo del licenziamento, l’assillo del 3 per cento di share e perdite per 500 mila euro al giorno – ha deciso dunque di lasciar perdere il business della tv. E se lo smantellamento andrà avanti, lo switch off segnerà da una parte l’accensione del digitale per tutti, e dall’altra tirerà giù la saracinesca televisiva del gruppo Telecom che – per ammissione di Franco Bernabé - guarda con interresse solo al business dell’Iptv. 

Una piattaforma, quella della tv via Internet, da poche centinaia di migliaia di utenti, per ora; e che Telecom cercherà di far decollare grazie soprattutto alla banda larga a 28 megabit al secondo già in fase di sperimentazione. Ma perché Telecom spegne la tv? Perché tra il 2002 e il 2007 il gruppo ha investito 870 milioni di euro (e altri 180 sono stanziati fino al 2010) e ne ha ricavati in cambio solo 360. Il tutto senza calcolare i 250 milioni spesi per l’acquisto delle frequenze. L’occasione per crescere e dare davvero fastidio al duopolio stava tutta nel ddl Gentiloni: avrebbe “liberato” 600 milioni di risorse all’anno (sottraendole in particolare al “Biscione”) che avrebbero aiutato proprio TiMedia a decollare. La7 e Mtv, invece, fanno ancora oggi solo una buona tv di nicchia, e a decollare – ecco il vero terzo polo – è stato il satellite di Sky. I campioni ingaggiati in queste stagioni, poi - da Giuliano Ferrara a Gad Lerner, da Piero Chiambretti a Daria Bignardi – sono costati molto e non sono riusciti a scrollare lo share dal 3-4 per cento. Tant’è che sono tutti (o quasi) emigrati alla concorrenza dopo che il capitano, Antonio Campo Dall’Orto, ha dovuto abbandonare la nave al nuovo ad, Giovanni Stella: più che un lungimirante amministratore, uno spietato revisore.
(fonte il velino)
 
Assegnate le frequenze a Europa 7 PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Dicembre 2008 20:53
ROMA (11 dicembre) - La lunga vicenda delle frequenze negate all'emittente Europa 7 va verso la conclusione, ma le polemiche non si placano. Il ministero dello Sviluppo economico ha infatti assegnato oggi ai rappresentanti della società Centro Europa 7 il provvedimento con cui si consente all'emittente da questa gestita l'esercizio del Canale 8 Vhf per l'attività di radiodiffusione televisiva nazionale, da utilizzare in tecnologia analogica e/o digitale. Lo afferma una nota del ministero. 

Dopo quasi dieci anni di battaglia legale, Europa 7 ottiene quindi quindi finalmente il diritto a esistere. Ma non ai danni di Rete 4, contro cui si è sempre battuta, ma grazie a frequenze eccedenti della Rai. L'emitttente dovrà attivare gli impianti a partire dal 1° luglio 2009 e non oltre il 30 giugno 2011. Europa 7 potrà trasmettere in analogico e poi passare, con tutto il sistema, al digitale terrestre.
(fonte - il messagero)